F ONDAZIONE FEDERICO OZANAM
VINCENZO DE PAOLI
ONLUS
E
retta in Ente Morale con D. M. del 27/1/ 2000

 

Via della Pigna 13/a 00186 Roma  Tel. 06/64012718  

fondazioneozanam@libero.it        F.Ozanam Facebook 

Sede Legale: C/O Studio Menna, Via Germanico 107, 00192 ROMA  C.F.96386120586

 

*HOME


*NEWS


*PROGETTI


*ATTIVITA'


*PUBBLICAZIONI


*ORGANIZZAZIONE


*INVENTARIO ARCHIVIO


*CATTEDRA OZANAM


*PREMIO CASTELLI

S. VINCENZO DE PAOLI

FEDERICO OZANAM

GIORGIO LA PIRA


*LINKS


PROGETTO SUI MINORI STRANIERI IN CARCERE E DISMESSI DAL CARCERE

Il nuovo progetto “Analisi di esperienze significative di integrazione tra istituzioni (comuni, regioni, tribunali) e volontariato nei confronti dei minori stranieri che escono dal carcere”, in fase di preparazione e definizione, si propone di arrivare alla conoscenza dello stato della integrazione fra Comuni, Magistratura, Ordinamento penitenziario e Volontariato, nell’azione comune a favore del recupero e del reinserimento dei minori.

Il progetto particolarmente impegnativo dovrebbe interessare 8/10 Città sede dei più affollati carceri minorili e dei più importanti Tribunali dei minori, oltre che i luoghi in cui il nostro Volontariato è operativo.

horizontal rule

Progetto Tutori

Ricerca Minori Stranieri e Carcere

Collaborazione con Save the Children

horizontal rule

 

 

MINORI STRANIERI E CARCERE.

UN TUTORE PER OGNI MINORE STRANIERO IN ITALIA SENZA GENITORI

 Il "Manuale Tutori Volontari" download... clicca qui!

Sono stati avviati e sviluppati contatti con la Magistratura minorile (Presidenti dei Tribunali per i Minorenni e Giudici Tute­lari presso gli stessi Tribunali) e con gli Assessorati comunali preposti al settore: le città coinvolte in questa fase sono state quel­le di Torino, Milano, Bologna, Firenze e Roma.

Attraverso tali contatti si è mirato a precisare in quali termini può essere sviluppato il progetto di formazione di volontari, motivati e adeguatamente preparati, disposti a mettersi a disposizione delle Istituzioni (Tribunali — Giudici Tutelari — Assessori) per svolgere una azione di assistenza, di sostegno e di accompagnamento fino alla maggiore età dei minori stranieri in carcere o a rischio di devianza.

Il confronto con i diversi Organi istituzionali interessati ha evidenziato, in primo luogo, varietà anche notevoli di situa­zioni tra le realtà delle sedi considerate, sia per la maggiore o minore presenza di minori, sia per le differenti etnie presen­ti sul territorio preso in esame.

E' altresì emerso che la maggior parte delle Amministrazioni pubbliche, nell'ambito delle proprie irrinunciabili competen­ze istituzionali e allo scopo di meglio coordinare le diverse for­me di collaborazione offerta dalle organizzazioni di volontariato, assumono in proprio il compito della rappresentanza legale dei minori, facendosi carico direttamente della tutela giuridica dei singoli soggetti.

Da tali premesse è derivata l'importanza ancora maggiore del compito che si è assunto la Fondazione Federico Ozanam - Vincenzo De Paoli di promuovere, coordinare e sviluppare - in collaborazione con le Associazioni di volontariato che hanno aderito al progetto - l'attività di formazione di promotori di volontari tutori, disponibili ad offrire assistenza e sostegno ai minori in questione.

In particolare il progetto della Fondazione si è sviluppato nella ricerca di promotori territoriali con il compito di individuare nelle diverse aree di loro pertinenza, volontari disponibili, accompagnandoli nel loro impegno di formazione specialistica per affrontare in maniera adeguata i particolari problemi connessi con tale complessa realtà di disagio minorile.

E ciò, si ribadisce, in un quadro di collaborazione con i Magistrati minorili e le Autorità locali.

Le Associazioni di volontariato che hanno collaborato al progetto coordinato dalla Fondazione sono: la Società di San Vincenzo De Paoli, i Gruppi di Volontariato Vincenziano, il MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale), la Caritas Italiana (in alcune città).

In tale ottica la Fondazione ha promosso e organizzato due corsi residenziali di formazione a livello nazionale, che si sono svolti:

- il primo a Firenze il 13 e 14 Ottobre 2006;

- il secondo a Bologna il 4 Maggio 2007,

cui hanno partecipato rappresentanti delle suddette Associazioni.

Il risultato di tali incontri è stato certamente positivo anche per il qualificato apporto dei Relatori che hanno sviluppato i temi proposti, esaminati e approfonditi nel corso dei Seminari:

- Dott. Lucio Strumendo, Pubblico Tutore della Regione Veneto;

- Dott. Luigi Fadiga, già Magistrato minorile;

- Prof. Valerio Belotti, sociologo, docente presso l'Università di Padova;

- Dott. Roberto Maurizio, educatore, esperto nel lavoro per progetti con adolescenti e giovani.

In particolare gli interventi del Prof. Belotti e del Dott. Maurizio hanno permesso di stabilire un rapporto di con­tinuità tra il progetto e la precedente ricerca sul complesso problema della criminalità minorile straniera e sul suo trat­tamento. Tale ricerca è stata promossa negli anni scorsi dal­la Fondazione e il Prof. Belotti e il Dott. Maurizio ne sono stati coautori insieme al compianto Prof. Alfredo Carlo Moro, già membro del Comitato scientifico della Fondazione stessa.

Al riguardo si segnala, infine, che il 28 Aprile 2006 si è svolto a Roma presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana un Convegno organizzato dalla Fondazione, nel corso del quale sono stati presentati i risultati della Ricerca e sono stati sottoposti alle valutazioni degli esperti e degli operatori del settore e - più in generale - all'attenzione della pubblica o­pinione, i significativi dati sulla drammatica rilevanza di un fenomeno per molta parte volutamente e colpevolmente igno­rato.

In conclusione, quindi, si può affermare che al momento il progetto è stato compiutamente sviluppato in ordine alla individuazione, descrizione e presentazione – attraverso una ricerca specialistica, unica nel suo genere in Italia – dei bisogni di una fascia di minori particolarmente sofferente, bisogni troppo spesso ignorati o trascurati dalle Istituzioni e da organizzazioni a vario titolo tenute ad occuparsene.

A fronte poi delle difficoltà sopra descritte, la Fondazione proseguirà l’azione di denuncia sociale e di proposta culturale ed educativa in ordine al fenomeno considerato, in particolar modo attraverso concrete iniziative locali della Fondazione miranti a:

-       attuare insieme alle Associazioni di volontariato incontri di divulgazione e discussione aperta alle comunità locali sulle questioni connesse alla devianza dei minori stranieri e alla tutela di quelli che entrano nel circuito penitenziario;

-       stimolare l’azione di sensibilizzazione e formazione di volontari disponibili ad operare concretamente a fianco dei tutori istituzionali;

-       sostenere l’azione di quanti già operano con varie modalità in questo ambito e impegnarsi per far crescere nella società civile la sensibilità collettiva su questi temi. 

Il volume "Manuale Tutori Volontari" è un’opera della Fondazione Federico Ozanam - Vincenzo De Paoli di Roma, nell’ambito del Progetto nazionale di formazione per tutori volontari con minori stranieri coinvolti nella giustizia minorile; si caratterizza come un Manuale ad uso dei tutori volontari e contiene contributi di ricerca, di studio e di esperienze oltre alla parte dedicata in senso specifico alla presentazione delle normative e della loro applicazione circa la funzione del tutore volontario così come prevista dal Codice Civile vigente.

Manuale tutori volontari.pdf

Il Progetto è realizzato con il sostegno di:

 

Fondazione Unidea

 

Altri documenti attinenti all'argomento trattato  nel manuale:

Pubblici_tutori_in_Italia.pdf

CRC_Rapporto_2005.pdf

CRC_Rapporto_2006.pdf

CRC_Rapporto_2007.pdf

Save_the_children_Dossier_minori_stranieri_2006.pdf

Regione_Piemonte_Tutela_Giudiziaria_del_minore.pdf

Tutore_pubblico_dei_minori_friuli_Venezia_Giulia.pdf

Veneto_Protocollo_di_intesa.pdf

Veneto_Progetto_tutori_2006.pdf

Veneto_Linee_Guida.pdf

Veneto_Vademecum_2005_Tutori_volontari.pdf

Veneto_Depliant_Corso_referenti_tutori_2007.pdf

Pubblico_Tutore_minori_Veneto.pdf

horizontal rule

2005:

 

MINORI STRANIERI E CARCERE.

UN TUTORE PER OGNI MINORE STRANIERO IN ITALIA SENZA GENITORI

 

 

La Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli ha in corso di completamento un'ulteriore fase del progetto  sui minori stranieri in carcere.

Dalla ricerca svolta è emerso che - mentre il nostro ordinamento giuridico opportunamente impone l’apertura di una tutela alla persona di età minore tutte le volte in cui i genitori della stessa siano morti o non in grado di esercitare la potestà – assai raramente viene nominato, come pure dovrebbe essere per legge e come apparirebbe assai opportuno, un tutore al minore straniero. Se si nomina un tutore esso viene individuato  nel Sindaco del paese in cui il ragazzo si trova, il che porta ad una funzione di tutela meramente formale e non, come sarebbe necessario, personalizzata perché il Sindaco diviene tutore di un numero rilevante di minori e da luogo ad una tutela comunque ambigua perché il Sindaco è al tempo stesso l’erogatore dell’assistenza (che potrebbe essere carente) e il controllore della sua congruità.

Sarebbe pertanto indispensabile che ogni ragazzo  straniero senza genitori avesse un tutore che non solo lo rappresenti legalmente in alcuni momenti ma ne segua con continuità le difficoltà di inserimento, lo sostenga nel suo itinerario,   ne garantisca i diritti  nei confronti di tutti. In particolare una simile figura di tutore personalizzato sarebbe essenziale per:

-  assicurare che le valutazioni e gli interessi del minore siano adeguatamente tenuti presenti in tutti i procedimenti, giudiziari o amministrativi, che lo riguardano;

-  valutare l’opportunità di promuovere azioni in sua difesa o impugnare decisioni che possono essere per lui pregiudizievoli;

-  vigilare perché il minore riceva cure, sistemazione alloggiativa, istruzione, sostegno linguistico e assistenza sanitaria adeguate;

-  svolgere una funzione di consulenza e consiglio al minore,

-  contribuire alla costruzione di un progetto a lungo termine che corrisponda al migliore interesse del minore,

-  verificare insieme al minore la possibilità di ricercare i familiari e ricongiungersi ad essi.

E’ ovvio che oggi non viene effettuata la nomina di un tutore personalizzato al minore straniero perché mancano del tutto persone disposte ad accollarsi una simile funzione. Di conseguenza il giudice tutelare o omette di provvedere o nomina la figura istituzionale del Sindaco.

Il progetto ha la funzione di stimolare vocazioni, nel volontariato, allo svolgimento della funzione di tutore di ragazzi stranieri; di provvedere affinché  coloro che si dichiareranno disponibili a questo fondamentale servizio civile siano adeguatamente formati ad un compito spesso complesso; di individuare una persona che,  regionalmente, si preoccupi di organizzare un ufficio per i tutori dei minori stranieri  tenendo in modo organico relazioni con i giudici tutelari della zona, formando ed aggiornando continuativamente i tutori; stimolando momenti di riflessione comune tra essi, sostenendo la loro azione.

Esso si articola in  momenti diversi ed a livelli diversi:

1)   Innanzitutto si sta provvedendo ad organizzare  un corso residenziale a livello nazionale  al fine di preparare un gruppo di  volontari a divenire i responsabili di un servizio da istituire su base regionale per la tutela dei minori stranieri privi di famiglia. Il corso, multidisciplinare, dovrà aiutare i frequentanti al corso a comprendere gli aspetti giuridici nonché gli aspetti pedagogici, psicologici e antropologici  del problema. Sarà anche predisposto il materiale didattico necessario per questi corsi di tutori elaborando e pubblicando un manuale per l’intervento. Il progetto si avvia con una fase che coinvolgerà solo sei città: Torino, Milano, Bologna, Venezia (carcere per i minorenni di Treviso), Firenze, Roma. Sono le città dove è più alta la percentuale di minori stranieri detenuti rispetto al totale dei detenuti.

2)   Il corso sarà organizzato e seguito da un comitato scientifico  che valuterà l’esito del corso e le reali attitudini dei partecipanti a svolgere la funzione prevista; che manterrà i contatti con i responsabili regionali per sostenerli nell’azione; che effettuerà periodicamente incontri di aggiornamento per i responsabili risolvendo insieme a loro i problemi insorti;

3)   I partecipanti al corso nazionale dovranno quindi in sede regionale preoccuparsi di suscitare vocazioni alla funzione di tutore.

Nell’ambito delle strutture locali (Conferenze) della Società di San Vincenzo De Paoli la Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli ha uno stretto collegamento a livello istituzionale, essendo i responsabili territoriali membri del Consiglio di Amministrazione della stessa Fondazione.

La Società di San Vincenzo De Paoli attraverso il Settore Carcere e Devianza già annovera e coordina un consistente numero di assistenti volontari penitenziari che svolgono servizio  di sostegno morale e materiale in molte carceri italiane, collaborando con operatori ed enti istituzionali. Assicura pertanto tutta la propria collaborazione nella fase di realizzazione del progetto attraverso l’utilizzazione della propria rete associativa nazionale, ai fini di pervenire al tutoraggio legale nel senso più ampio e responsabile.

Anche i Gruppi di Volontariato Vincenziano – la Caritas Italiana – il MEIC (Movimento ecclesiale di impegno culturale) – l'Associazione Save The Children, collaboreranno ad individuare, formare e sostenere un gruppo di volontari che si rendano disponibili per svolgere questa funzione di tutoraggio in raccordo con l’Autorità Giudiziaria, nelle singole città interessate.

I partecipanti al corso si occuperanno altresì, anche nel più ampio ambito del Volontariato, di organizzare corsi di preparazione a tale funzione dei volontari locali; di prendere contatti con i giudici tutelari e i tribunali per minorenni per  rappresentare questa nuova disponibilità del volontariato; di sostenere – anche attraverso gruppi di famiglie sensibilizzate al tema dell’accoglienza del minore straniero solo – coloro che svolgeranno il ruolo di tutori; di avere contatti con i gruppi etnici dei minori per avere segnalazioni di casi di minori in difficoltà e per facilitare comunque  l’ambientamento; di reperire mediatori culturali che possano facilitare il lavoro dei tutori; di stimolare le autorità locali alla costituzioni di “luoghi etnici”  e di “luoghi meticci” in cui i ragazzi possano trovare accoglienza.

4)   L’esperienza dell’accoglienza del ragazzo straniero svolgendo la funzione di tutore può aprire la strada ad interventi più significativi come quello – difficile ma essenziale – di affidamento familiare di ragazzi stranieri soli.  Il progetto pertanto non esclude uno sviluppo anche in questa direzione.

 

2003/2004:

 

DISAGIO E DEVIANZA: MINORI STRANIERI E CARCERE.

REINSERIMENTO CIVILE E FAMILIARE 

 

La ricerca è stata ultimata: la sintesi nel pdf .\Minori stranieri e carcere.pdf

 

Il Progetto ha avuto un importante inizio attraverso un Seminario di studio e di approfondimento tenuto nel settembre 2001.

Vi hanno partecipato una ventina di esperti tra magistrati di tribunali per i minorenni, cappellani degli Istituti di pena per minori, responsabili di associazioni e di volontariato impegnati in questo campo e studiosi dello stesso problema. I risultati del Seminario sono stati pubblicati e sono disponibili a richiesta[1].

I motivi della scelta del tema sono evidenti. Mentre i problemi generali della devianza e del carcere sono all’attenzione di molti ed in particolare del volontariato carcerario, il campo minorile lo è molto di meno. Eppure quest’ultimo presenta aspetti di gravità notevole anche per le esigenze di recupero di minori che da situazioni di degrado, di abbandono e di detenzione vanno prontamente ed efficacemente restituiti alle famiglie ed alla società.

Da queste premesse è nata l’impostazione della ricerca che è stata diretta dal Prof. Carlo Alfredo Moro, già Presidente del Tribunale per i Minori di Roma e membro del comitato scientifico della Fondazione.

Si calcola che circa 230.000 minori stranieri siano presenti oggi in Italia, giunti sia al seguito di famiglie sia non accompagnati (circa 13000 – oltre il 5%). Per questi il rischio di devianza è notevole sia per difficoltà di integrazione ed economiche che per varie strumentalizzazioni da parte di attività criminali.

I dati disponibili indicano che vi è una forte incidenza di minori stranieri nella criminalità minorile. Le percentuali per gli stranieri  sono altissime ed in costante aumento.

La risposta alla criminalità minorile straniera, al contrario di quanto avviene per la criminalità italiana, è quasi esclusivamente carceraria e sostanzialmente più repressiva che risocializzante.

I dati generali, che sono stati approfonditi e precisati attraverso la ricerca, indicano per l’anno 2000 circa 40000 denuncie di minori in Italia, di cui il 25% stranieri (circa 10000); gli ingressi in CPA 4000, dei quali 2300, il 56%, stranieri e negli Istituti penitenziari 1800, di cui 1100, il 60%, stranieri.

Al fine di sviluppare un adeguato sistema di sostegno ai minori stranieri in pericolo di devianza criminale, appare opportuno prevedere un intervento articolato  su tre momenti diversi:

a)     fase preventiva, nella quale realizzare strumenti di accoglienza che sottraggano i minori al controllo e allo sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali;

b)    fase successiva alla denuncia penale,  nella quale: trovare persone (operatori sociali – volontari) disposte a svolgere la funzione di tutore, a prendersi carico del minore straniero per consentirgli la messa alla prova e a seguirlo nel corso del processo materialmente, psicologicamente e giuridicamente; valutare infine l’eventualità di un rientro assistito nella comunità di origine;

c)     fase di espiazione della pena e del rientro nella società, nella quale preparare il minore al ritorno in libertà (anche condizionata) mediante un adeguato supporto che gli assicuri il sostegno necessario per il suo recupero e il suo reinserimento sociale.

Lo sviluppo in concreto del progetto è stato realizzato nelle seguenti successive fasi:

a)     rilevazione, attraverso l’opera di ricercatori qualificati, dei dati disponibili presso le sedi istituzionali e operative competenti;

b)    analisi ed elaborazione dei dati raccolti, con la supervisione di studiosi ed operatori particolarmente qualificati sotto l’aspetto professionale;

c)     pubblicazione della ricerca che questa Fondazione mette a disposizione delle strutture pubbliche preposte e delle associazioni di volontariato:

Valerio Belotti, Roberto Maurizio, Alfredo Carlo Moro Minori stranieri in Carcere, Ed. Guerini e Associati -TrasFormAzioni, soggetti ed esperienze del mutamento sociale. Milano 2006.

 

 

La ricerca è stata realizzata grazie al sostegno di

 

          Banca Intesa                     Fondazione Venezia


 

[1] DISAGIO E DEVIANZA: MINORI STRANIERI E CARCERE. -  Roma 2002.

 

 

 

horizontal rule

La Fondazione ha collaborato alla stesura del 3° e 4° rapporto su I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, indagine promossa dall'associazione Save The Children:

Presentazione Gruppo di Lavoro 2007 per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

[Nuovo!]Presentazione Gruppo di Lavoro 2008 per la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza

3° Rapporto

[Nuovo!]4° Rapporto

 

 

 

 

 

I