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6ª Edizione 2013

Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

riservato ai detenuti delle carceri italiane e istituti per minori

La sesta edizione del Premio Castelli entra nella sfera dei sentimenti, degli affetti, della famiglia. E lo fa senza troppi preamboli, con una domanda secca: «Tu ce l’hai una famiglia?».

Non vuole certo essere una violazione della privacy, tutt’altro. È una sollecitazione ad esprimere ciò che più pesa nella privazione della libertà, cioè l’allontanamento forzato dalla famiglia, dal coniuge, dai figli in particolare, ma anche dalla propria rete di relazioni, dagli amici, dalle persone che si amano. Senza contare che la famiglia può essere addirittura assente, o può aver pesato negativamente nello sviluppo della personalità e nelle scelte devianti.

I contatti che le persone detenute possono avere con la famiglia, e in genere con tutte le persone cui sono legate, sono rigidamente regolamentati per legge e devono sottostare a modalità anche molto diverse da istituto a istituto. Ciò ha un’incidenza pesantissima sia su chi vive separato in carcere, sia sui “congiunti”, che restano tali solo di nome, ma che subiscono immeritate privazioni e conseguenze che segneranno anche la loro vita.

I concorrenti sono chiamati ad affrontare questa complessa e cruciale tematica che può toccare risvolti molteplici nello scorrere del tempo in carcere: le ansie, i sensi di colpa, il mutare delle situazioni, l’attesa di ricongiungimenti, il timore di perdite irreparabili.

Potranno queste riflessioni contribuire ad una futura auspicabile umanizzazione della pena?

Potranno indicare delle modalità atte a preservare il bene prezioso della famiglia, la risorsa insostituibile degli affetti e delle relazioni?

· 1° classificato – 1.000 euro + donazione di 1.000 euro a nome del vincitore

di materiale e sussidi didattici ad una scuola di un Paese povero;

· 2° classificato – 800 euro + contributo di 1.000 euro ad un progetto formativo

o di reinserimento per minori che sono nel circuito penale;

· 3° classificato – 600 euro + un’adozione a distanza di 5 anni a suo nome

del valore di 800 euro, per far studiare un bambino del Terzo Mondo;

· segnalazione con attestato di merito ad altri 10 migliori elaborati

È previsto un riconoscimento speciale ai migliori lavori multimediali

 

Il Bando in pdf                                    Scheda di partecipazione 2013

 

 

 

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5ª Edizione del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

 L’11 ottobre si è svolta la  cerimonia conclusiva nel Carcere di Forlì, inoltre si è tenuto un convegno dal titolo:

 La tutela delle diversità nella giustizia italiana e nella società civile

 

I nomi dei tre vincitori e dei dieci segnalati  del concorso riservato ai detenuti delle carceri italiane:

 1° premio a Massimiliano Maiocchetti per “Cieli diversi”

  2° premio a Monica R. per “Riflessioni: pari dignità”

3° premio a Stefano Paterni per “La diversità vista dalla mia cella”

[Nuovo!]I testi in PDF[Nuovo!] 

Ai vincitori sono state assegnate tre speciali medaglie del Presidente della Repubblica

Medaglie del Presidente RepubblicaMedaglia Presidente 2

 

Segnalati:  

- Carmelo La Licata per “Quella volta…che io non ho ancora capito” - Sergio Galletta – (senza titolo) - “Max” per “Io non mi sento diverso” - “Doreteo, il maghetto” per “Un pensiero sbarra-to” - “Claudia Corsini” per “Esiste il rispetto per i diritti naturali della persona?” - Fabio Palazzo per “Il lungo e difficile cammino dell’uguaglianza” - “Giuseppe Romano” per “Un’astronave lassù” - Cjnthia Pellegrino – (senza titolo) - Alessandro Crisafulli per “L’urgenza di credere nella crescita dell’uomo” - Daniele Villa Ruscelloni per “Dada”

 

Segnalazioni speciali:

 - Autori vari – Casa circondariale di Rovigo per “Il mio grido” filmato su DVD - Autori vari – Casa circondariale di Enna per “Di là dal muro” filmato su DVD

Tutti i dettagli nel comunicato stampa in pdf

Programma del Convegno

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Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà - 5ª edizione 2012

 

COSÌ DIVERSI COSÌ UGUALI

MILLE DIFFERENZE STESSA DIGNITÀ

 

 

Il tema della quinta edizione 2012 del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà suggerisce uno spunto etico di carattere generale, non necessariamente connesso con l’esperienza penitenziaria. Prende infatti in considerazione le differenze tra gli uomini e la loro indiscutibile uguaglianza in fatto di dignità, di rispetto, di diritti.

Il tema del nostro concorso - “Così diversi così uguali. Mille differenze stessa dignità” – fa appello ad una sensibilità di fondo, che a poco a poco lasci intravedere quella verità universale che sta al di sopra di ogni credo religioso e di ogni dottrina, che è la pari dignità di ogni essere umano, ovvero la fratellanza fra gli uomini.

Sembra incredibile, ma la più grande scoperta che l’uomo può fare è proprio quella di comprendere infine che tutti gli esseri sono sostanzialmente uguali, anche se appaiono e si muovono nel mondo in forme, comportamenti e ruoli diversissimi. Imparare quindi a vivere e a convivere con gli altri, nel pieno rispetto delle regole che assegnano a ciascuno pari diritti e doveri. Imparare ad abolire le separazioni, a superare i conflitti, a ricercare piuttosto i valori comuni, anche quando i comportamenti individuali sono scomodi e mettono a dura prova la civile convivenza.

Bando Premio Castelli 2012

Scheda di partecipazione Premio Castelli 2012

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4ª Edizione del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

La Cerimonia conclusiva si è tenuta il 13 ottobre al Carcere di Reggio Calabria

 

La Giuria del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà ha premiato i tre vincitori e segnalato altre dieci opere della quarta edizione del concorso riservato ai detenuti delle carceri italiane:

 

- 1° premio a Giovanni Arcuri per “La lettera”

- 2° premio a Brutosoneper “L’urlo delle ombre”

- 3° premio a Monica R. per “L’essere umano”

 

Segnalati:

- Francesco Ranieri per “È accaduto”

- “Tony Wild” per “Pentimento e riconciliazione”

- Rosario Giugliano per “In principio fu la strada...”

- Ciro Cavone per “La mia vittima: la mia libertà”

- Salvatore Saitto per “A un uomo di nome Emilio”

- Girolamo Rannesi per “C’era una volta”

- Francesco Antonio Garaffoni per “La nostra telefonata”

- Nazareno Caporali per “Il grande fiume di dolore”

- “Skizzetto 80” per “19 marzo un giorno indimenticabile”

- Pasquale De Feo per “La pena costruttiva”

 

Ai primi tre vanno rispettivamente 1.000 – 800 e 600 euro, con la soddisfazione di essersi aggiudicati anche il merito di finanziare un progetto di solidarietà. Infatti, a nome di ciascuno dei tre vincitori saranno devoluti, nell’ordine: 1.000 euro per finanziare la costruzione di un’aula scolastica in Madagascar; 1.000 euro alla Comunità “La Collina” di Serdiana (CA), per un progetto formativo e di reinserimento sociale di un giovane affidato in espiazione penale; 800 euro per l’adozione a distanza di una bambina camerunense per cinque anni.

Il Premio Castelli, che ha ottenuto tre speciali medaglie del Presidente della Repubblica ed i patrocini di Senato, Camera e Ministero della Giustizia, richiedeva di sviluppare il tema “Riconciliarsi con le vittime: follia o guarigione?”. È questo il vero nodo cruciale – quasi impossibile da sciogliere – per chi cade nel circuito penale, forse ancor più per chi precipita nel dolore della violenza, nella disperazione di una perdita irrimediabile.

Ma tant’è - non serve girarci attorno - la pena, anche la più severa inflitta al reo, “ripaga” per modo di dire e in fondo lascia tutti prigionieri del proprio dolore, alimentando solo separazione e cattivi sentimenti. Da qui le prospettive e i tentativi di una giustizia penale che vada oltre l’aspetto meramente afflittivo, per lasciar spazio alla riparazione e alla mediazione. Se ci deve essere infatti un modello educativo, o rieducativo, per il reo, se si deve giustamente mirare al suo “recupero e reinserimento sociale”, tali processi non possono compiutamente realizzarsi senza considerare l’altra metà del problema, rappresentato dalla vittima del reato, o dalla parte lesa, senza escludere la società civile nella sua dimensione comunitaria.

I numerosi elaborati pervenuti denunciano tutta la difficoltà di affrontare questi passaggi, che richiedono il massimo coinvolgimento a livello di coscienza individuale. Difficoltà oltretutto aggravate dallo stato attuale delle carceri, da un sistema penitenziario scivolato nell’illegalità conclamata, in cui i disagi, la mancanza di strumenti e di risorse, comportano un’afflittività aggiuntiva che tende a vanificare la speranza. Tuttavia non mancano spunti di riflessione che sembrano respingere l’ipotesi della “follia”, a vantaggio della “guarigione” cercata da chi non si rassegna a soccombere sotto il peso del rimorso e del dolore.

Le tredici opere finaliste sono state raccolte in una pubblicazione, distribuita durante la cerimonia di consegna dei premi, avvenuta il 13 ottobre all’interno della Casa circondariale “San Pietro” di Reggio Calabria.

Gli elaborati dei tre vincitori con le motivazioni della giuria sono disponibili  in PDF

Il giornale radio di Stampa Italia dedicato all'evento in mp3

 

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4ª Edizione del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

Conferenza Stampa

 Si è svolta il 5 ottobre 2011 Palazzo Valentini Provincia di Roma Sala della Pace

 Premiazione

 13 ottobre 2011 presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria.

All'evento è seguito un Convegno

 

Bando Premio Castelli 2011             Comunicato Stampa Premio Castelli 2011           Pieghevole Convegno RC

 

È in svolgimento la quarta edizione del Premio "Carlo Castelli" per la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane, un concorso a tema che quest’anno lancia una provocazione etica molto forte che riguarda il complesso nodo della riconciliazione, tra reo e vittima, tra reo e società:

RICONCILIARSI CON LE VITTIME: FOLLIA O GUARIGIONE?

Ogni reato ha sempre due facce: su una è impresso il crimine, sull’altra il danno e la sofferenza. Dietro entrambe ci sono persone singole o gruppi di persone, se non l’intera comunità. Gli strappi causati dalla condotta criminosa, anche quando sono irreparabili, possono e devono lasciare spazio ad una profonda meditazione, che vada oltre il dolore e gli effetti spesso inutili e devastanti della pena.

Esperienze in atto di giustizia ripartiva, di mediazione penale e, in senso più ampio, di tentativi di mettere di fronte rei e vittime, semplicemente per ascoltarsi, ci dicono che è possibile sperare nella riconciliazione, se non altro in una presa di coscienza che interrompa la catena dell’odio.

È importante un’assunzione di responsabilità rispetto al dolore provocato. Il "debito verso la giustizia" può essere saldato, in termini di carcerazione, ma il male e la responsabilità rispetto al male non cessano automaticamente, senza una presa di coscienza ed un effettivo superamento dei propri limiti.

Il bando del concorso è stato diffuso in tutti gli istituti penitenziari italiani e gli elaborati, in forma di racconto breve, poesia o altro genere espressivo saranno accettati fino al 31 maggio 2011. La premiazione avverrà in autunno presso la Casa Circondariale di Reggio Calabria. Successivamente sarà comunicata la data di svolgimento dell’evento, al quale seguirà un convegno, sempre nella città di Reggio, sul tema della giustizia ripartiva e della mediazione penale, in collaborazione con l’Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna e il CSV dei Due Mari.

Questi i premi messi in palio dal concorso:

- primo classificato 1.000 euro; altri 1.000 saranno devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto di materiale e sussidi didattici.

- secondo classificato 800 euro più contributo di 1.000 euro ad un progetto formativo o di reinserimento per minori che sono nel circuito penale.

- terzo classificato 600 euro più un’adozione a distanza per 5 anni, gestita dal settore Solidarietà e Gemellaggi della San Vincenzo.

- Segnalazione e attestato di merito andranno ad altri dieci partecipanti.

La giuria, presieduta dal giornalista e scrittore Giancarlo Zizola, è composta da altri sei esperti del mondo accademico e dell’associazionismo.

 

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3ª Edizione del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

La cerimonia di premiazione si è tenuta a Cagliari l’8 ottobre 2010, alle ore 10.00, nel carcere di Buoncammino.

Nel pomeriggio, dalle ore 16.00, a margine della premiazione si è svolto un convegno sul tema del “dopo-carcere”, con la partecipazione di esperti, magistrati, operatori del carcere e del sociale, in cui è stato proposto un approfondimento del tema già proposto nella 3ª edizione del concorso – Sarò libero -.

In particolare, c'è stato un approfondimento da parte di rappresentanti istituzionali, ma anche del mondo del volontariato, con testimonianze di alcuni detenuti, delle complesse problematiche legate al dopo carcere, alle difficoltà di un positivo reinserimento sociale, alle buone prassi che potrebbero essere seguite e che invece sono generalmente disattese, determinando così elevati tassi di recidiva.

Conferenza Stampa Palazzo Valentini Roma 7 ottobre 2010pdf

Convegno in occasione della terza edizione del Premio "Carlo Castelli” per la solidarietà:"Sarò libero, speranze e timori del dopo carcere"pdf


I FILE SONORI DELL'EVENTO:

file audio/Pr-Cas-010-1-Introduzione.mp3

file audio/Pr-Cas-010-2-Pala-Nodari.mp3

file audio/Pr-Cas-010-3-Pietrobelli.mp3

file audio/Pr-Cas-010-4-Messina.mp3

file audio/Pr-Cas-010-5-Quaquero.mp3

file audio/Pr-Cas-010-6-Zizola.mp3

file audio/Pr-Cas-010-7-III premio.mp3

file audio/Pr-Cas-010-8-II premio.mp3

file audio/Pr-Cas-010-9-I premio.mp3

       

La Giuria del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà rende noti i nomi dei tre vincitori e dei dieci segnalati della terza edizione del concorso riservato ai detenuti delle carceri italiane:

1° premio a Francesco Antonio Garaffoni perMaroc e Alfonso”

2° premio a  Khoumba Sekou”per “Lettera a mio figlio”

3° premio a Giuseppe Schettin per “Una fetta di pane azzimo”

Premio Castelli Premiati.pdf

Segnalati:

Pasquale Trubia per “Non so”

Marianna Sanna per “Salve…”

Bahtyaregic Muhamed per “L’ultimo ricordo bello”

Carmelo Musumeci per “La luce degli uomini ombra”

Conka Josef per “Paura di vivere”

“Bruce ‘69” per “L’origine del male, la punizione, il futuro senza certezze”

Raffaele Ottaiano perNon più”

Lucio Niero per “Speranze e timori del dopo carcere”

Ion Mircea per “Fai il bravo”

Francesco Pilato  per “L’anno di 366 giorni”

Segnalazione speciale a:

Laboratorio teatrale dell’Istituto penale per i minorenni di Treviso per “Inediti legami” (cortometraggio – fuori concorso)

Ai primi tre vanno rispettivamente 1.000 – 800 e 600 euro, con la soddisfazione di essersi aggiudicati anche il merito di finanziare un progetto di solidarietà. Infatti, a nome di ciascuno dei tre vincitori saranno devoluti, nell’ordine: 1.000 euro per sostenere una scuola di Lima, in Perù; 1.000 euro per il progetto “Bottega grafica IPM” di Treviso; 800 euro per  un’adozione a distanza di cinque anni.

Il Premio Castelli, che ha ottenuto tre speciali medaglie del Presidente della Repubblica ed i patrocini di Senato, Camera e Ministero della Giustizia, richiedeva di sviluppare il tema “Sarò libero – speranze e timori del dopo carcere”. Un momento atteso ma anche temuto, quello del rientro nella società civile, specialmente quando sono trascorsi molti anni e si sa di dover affrontare un impatto col mondo di fuori, che tende ad escludere chi porta indosso lo stigma del carcere. Altro aspetto di criticità è quello interiore: essere infine liberi corrisponde anche all’essersi liberati dai propri limiti e dai propri errori, aver maturato la consapevolezza di una nuova prospettiva di vita?

Gli elaborati pervenuti denunciano tutta la difficoltà di affrontare questi passaggi, specialmente  in ambito carcerario, dove le regole e i disagi comportano un’afflittività che tende a vanificare la speranza. Tuttavia non mancano spunti edificanti, veri o inventati che siano, ma pur sempre rispondenti a un bisogno di cambiamento.

Le tredici opere finaliste saranno raccolte in una pubblicazione, distribuita durante la cerimonia di consegna dei premi, che avverrà l’8 ottobre all’interno del carcere cagliaritano di Buoncammino.

 

 

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Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà - 3ª edizione 2010

SARÒ LIBERO

Speranze e timori del dopo carcere

Il tema prescelto per la terza edizione 2010 del Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà riguarda l’uscita dal carcere al termine della pena. Un momento tanto atteso quanto temuto, quello del rientro nella società civile, specialmente quando sono trascorsi molti anni e si sa di dover affrontare comunque un impatto col mondo di fuori, che nel frattempo è assai cambiato, nell’aspetto, negli stili di vita, nell’organizzazione sociale. Forse non ci sono più quei legami affettivi che davano tanto sostegno, qualche persona cara è mancata, la famiglia se c’era, ora può non esserci più, anch’essa dissoltasi sotto il peso insostenibile dell’abbandono: mogli che si separano, figli che non ne vogliono più sapere… E poi, che fine avranno fatto gli amici, le persone conosciute, tutta quella rete di relazioni che un tempo costituiva il tuo mondo?

Dopo averlo a lungo sognato questo fine pena, man mano che si avvicina, mette un’ansia incredibile, può diventare un incubo. Spesso non c’è un posto dove andare a vivere, non c’è di che sostentarsi, si deve cercare alloggio in comunità oppure affidarsi alla sorte, o peggio, cedere alle offerte di qualcuno che ti rimette nel “giro”…

La difficoltà di trovare un qualsiasi lavoro, non avere una qualifica professionale, scontrarsi con i pregiudizi e l’esclusione, sono condizioni pesantissime che si fanno sentire, anche quando c’è ancora una famiglia alle spalle, ma che a sua volta è duramente provata.

Può andar meglio se il carcere è servito per conseguire un diploma o una qualche specializzazione, se si sono sperimentati percorsi premiali esterni, lavoro in semilibertà o in affidamento, se si è imparato un mestiere e si può continuare a lavorare magari in una cooperativa sociale o in un’azienda che collabora col carcere.

La libertà sarà a portata di mano, una volta spalancato il portone del carcere, ma io sarò veramente libero? Sarò diventato in questi anni un uomo diverso, capace di affrontare la vita accettandone le regole, pronto a faticare per restare onesto? Avrò compreso che non è sufficiente l’aver espiato la pena inflitta per essere libero dai miei errori?

“Sarò libero”, il tema di questa edizione, implica tutto questo. Non essersi liberati completamente dai propri limiti può significare smarrirsi e vagare, fino ad incontrare nuovamente il carcere come un triste rifugio. L’aiuto può certamente venire da tutti gli operatori del carcere, quelli istituzionali, quelli volontari, dagli insegnanti, dalle istituzioni pubbliche, dalle associazioni, ma se non c’è la consapevolezza e la determinazione di voler cambiare tutto risulta inutile. Il piangersi addosso non aiuta, anzi rallenta quella presa di coscienza che sola può capovolgere la prospettiva di vita.

Questa sorta di liberazione interiore è possibile anche per coloro il cui fine pena è mai, ovvero per gli ergastolani. C’è anche per loro la possibilità del lavoro all’esterno, la speranza di ottenere la “condizionale”, anche se non la completa libertà perché la loro pena non si estingue mai. Sembra questo un controsenso del nostro ordinamento penitenziario, soprattutto se confrontato con l’enunciazione dell’art. 27 della Costituzione. Sentirsi liberi può quindi non coincidere con lo stato di libertà fisica e giuridica, ma è la vera condizione cui nessuno dovrebbe rinunciare.

Bando Premio Castelli 2010

 

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Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà

2ª edizione

 

Si è svolto il 7 novembre 2009, a Palermo, la cerimonia di premiazione del Premio Carlo Castelli per la solidarietà riservato ai detenuti delle carceri italiane.

Il Capo dello Stato ha destinato speciali medaglie ai primi tre premiati

La premiazione è avvenuta all’interno del Carcere “Pagliarelli” alle ore 10.30.

 

Opere premiate

         I.   La storia di Frank – “John Jail

        II.  Viva la vita – Enzo Falorni

          III. Lettera di un detenuto al fratello più piccolo – Ion Mircea

[Nuovo!]gli estratti in PDF con i componimenti dei premiati[Nuovo!]

Opere segnalate

        Nel nome del popolo italiano… e poi? – Francesco Di Pasquale

         La droga – Imad Zahhdoudi

       Stelle filanti – Aldo Anaclerio

      Un angelo con la divisa – “Andy 82”

        Lettera aperta ad una professoressa – Carmelo Musumeci

         Quattro mura – “Marco il biondo”

         Caro diario – Igumah Kingsley

         Presente – Nicola Bruzzone

          Quello che vorrei – Nermina Sejdic

        Fare agli altri, quello che vorresti fosse fatto a te – “Dada”

Saranno rilasciati inoltre due Attestati di  partecipazione a:

Maurizio Buttitta per “Lettera”

Giovanni Sole per “Nei pensieri di una giornata “dentro”

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Premio Letterario "Carlo Castelli"

seconda edizione 2009

Prende il via la seconda edizione del Premio "Carlo Castelli" per la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane, un concorso a tema che quest’anno lancia una provocazione etica molto forte, sintetizzata nell’invito: FAI AGLI ALTRI. QUELLO CHE VORRESTI FOSSE FATTO A TE.

Il principio del non nuocere agli altri si spinge ben oltre il rispetto dei diritti altrui, per sollecitare un impegno attivo verso chi soffre, chi sbaglia, chi è caduto. Lo scrivere i propri sentimenti condividendo una cultura della pace, che nasca da esperienze di solidarietà, di civismo, di rifiuto della violenza, nel rispetto della persona e della legalità, persino dell’ambiente, può innescare un meccanismo di trasformazione e di riscatto.

Accostare i propri drammi personali a realtà difficili, significa, per le persone detenute, prendere coscienza di un mondo prima ignorato, che reclama l’impegno di tutti. In questo delicato rapporto si gioca in pratica la possibilità di "liberarsi" senza improbabili ed inutili "evasioni" dalle proprie responsabilità.

Il bando del concorso è stato diffuso in tutti gli istituti penitenziari italiani e gli elaborati, in forma di racconto breve, poesia o altro genere espressivo saranno accettati fino al 15 giugno 2009. In autunno avverrà la premiazione presso un istituto penitenziario che sarà successivamente reso noto.

Al primo classificato andranno 1.000 euro ed altri 1.000 saranno devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto di materiale e sussidi didattici. Il secondo riceverà invece 800 euro e consentirà ad un minore straniero uscito dal carcere di ricevere una borsa di studio di 1.000 euro. Infine al terzo saranno destinati 600 euro più un’adozione a distanza per 5 anni, gestita dal settore Solidarietà e Gemellaggi della San Vincenzo. Segnalazione e attestato di merito andranno ad altri dieci partecipanti.

Presiederà la giuria Andrea Pamparana, vicedirettore del TG5, affiancato da altri sei esperti del mondo accademico e dell’associazionismo.

Il PDF del Comunicato Stampa                       Il PDF del Bando di Concorso

 

 

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Premio “Carlo Castelli”

 La premiazione

Il 24 ottobre 2008, all’interno del carcere napoletano di Poggioreale, si è svolta la cerimonia di consegna dei premi. Nella chiesa gremita del carcere non sono mancati momenti di commozione durante la consegna dei riconoscimenti:

il primo premio al racconto «Ricordi che riaffiorano», del detenuto che si firma «Oceano»

il secondo premio a «Oscar Sparrow», un polacco con una dura storia di adolescente alle spalle per il racconto «Sono stato bambino anch’io»,

in terza posizione si è classificato Francesco Salvini per «Notte di Natale», rievocazione struggente di un mancato suicidio grazie a un dialogo con il Crocifisso.

Il comunicato stampa della Premiazione

[Nuovo!]Estratto della pubblicazione con i componimenti dei vincitori[Nuovo!]

 

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Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane

La Società San Vincenzo De Paoli – Federazione Nazionale – e la Fondazione Federico Ozanam – Vincenzo De Paoli promuovono il Premio “Carlo Castelli” per la solidarietà, riservato ai detenuti delle carceri italiane. Il Premio è abbinato alla campagna della San Vincenzo “Fatemi studiare, conviene a tutti” ed è un invito a scrivere su un argomento a scelta tra:

-         Sono stato bambino anch’io: ricordi, suggestioni, episodi della mia infanzia;

-         Ero bambino, sono carcerato…;

-         La scuola che non ho avuto;

-         Ignoranza fa rima con ingiustizia.

Gli elaborati, in forma di racconto breve, poesia, lettera, monologo od altro devono ben evidenziare, anche in riferimento ad un proprio vissuto, l’importanza della scolarizzazione, del poter disporre di strumenti di conoscenza che consentano ad un bambino una sana formazione al riparo dei circuiti devianti, che s’instaurano invece più facilmente dove prospera l’ignoranza.

Le persone detenute hanno spesso alle spalle tristi storie d’infanzia negata, quindi di violenze subite, di mancanza di affetto e di cure, di abbandoni scolastici, costrizione lavorativa, sfruttamento e altre odiose forme di abuso, sia in famiglia che nella società, in contesti d’ignoranza e di degrado.

Stimolare una riflessione profonda sulle cause che sono all’origine dei propri fallimenti, aiuta a recuperare consapevolezza e desiderio di cambiamento, a maturare il rifiuto dell’illegalità, per un nuovo senso di cittadinanza.

La formula innovativa del Premio “Castelli” prevede che i vincitori, oltre a ricevere un premio in denaro, siano protagonisti di un piccolo progetto di solidarietà avviato a loro nome dagli organizzatori, nello spirito della campagna lanciata dalla San Vincenzo e di una iniziativa della Fondazione Ozanam rivolta ai minori stranieri.

Al primo classificato andranno 1.000 euro ed altri 1.000 saranno devoluti ad una scuola di un Paese povero per l’acquisto di materiale e sussidi didattici. Il secondo riceverà invece 800 euro e consentirà ad un minore straniero uscito dal carcere di ricevere una borsa di studio di 1.000 euro. Infine al terzo saranno destinati 600 euro più un’adozione a distanza per 5 anni, gestita dal settore Solidarietà e Gemellaggi della San Vincenzo. Segnalazione e attestato di merito andranno ad altri dieci partecipanti.

Il bando del concorso sarà diffuso in tutti gli istituti penitenziari italiani, compresi gli istituti minorili e gli ospedali psichiatrici giudiziari, e ci sarà tempo fino al 15 giugno (Scadenza prorogata al 15 luglio 2008) per inviare gli elaborati. In autunno la premiazione presso un istituto penitenziario da individuare. Il BANDO   DICHIARAZIONE LIBERATORIA

Roma, marzo 2008

 

 

CHI ERA CARLO CASTELLI

Nato a Torino il 9 febbraio 1924, Carlo Castelli entra nella Società di San Vincenzo De Paoli all’inizio degli anni ´60, impegnandosi nei vari campi assistenziali e caritativi con profonda e fraterna dedizione al bene del prossimo. Nei primi anni ´70 decide di rivolgere la sua attenzione al settore carcerario, scelta che caratterizzerà tutta la sua azione di volontariato sociale, ispirato a un cristianesimo militante vicino ai più deboli e ai più bisognosi.

Come assistente volontario nelle carceri del Piemonte, in particolare a Torino, Fossano e Saluzzo, matura negli anni una serie di esperienze personali che l’arricchiscono nel profondo, consentendogli,  grazie alla preziosa collaborazione di molti confratelli e consorelle e al coinvolgimento dei vari settori istituzionali, di operare fattivamente sul territorio con interventi mirati al recupero individuale e sociale del detenuto e al suo progressivo reinserimento nel mondo del lavoro.

Negli anni successivi, sino alla morte sopraggiunta improvvisa il 19 maggio 1998, prosegue con crescente impegno la sua attività all’interno e all’esterno delle carceri, ampliando il suo raggio d’azione a livello nazionale e cercando di sensibilizzare in modo adeguato i responsabili istituzionali, del potere politico e giudiziario a concretizzare proposte e iniziative di riforma nell’ambito penitenziario.

Oltre al suo impegno militante nell’organizzazione vincenziana, rimangono di lui alcuni scritti e documenti sulle varie esperienze negli istituti di pena; in particolare si ricordano i contributi per i due volumi Il volontariato penitenziario oggi ..., ICM, Torino 1991 e il fascicolo Il volontariato penitenziario organizzato, pubblicato a cura del Coordinamento Regionale nel maggio del 1998, pochi giorni dopo la sua scomparsa.

 

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