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Il riordino dell’archivio della Società di San Vincenzo De Paoli a Bologna

La presenza delle Conferenze a Bologna, una tra le più antiche in Italia, data al 1850 e si caratterizza per la filiazione diretta da Parigi, come noto il centro della Società vincenziana. Principali promotori furono i bolognesi fratelli Gualandi, tre dei quali, con l’amico pittore Guardassoni, si erano recati nel 1849 in Francia e avevano soggiornato a Parigi alcuni mesi, ospiti del presidente di una Conferenza di quella città che li aveva presentati al presidente generale A. Baudon.

(Quell’inizio fu importante per la successiva vicenda della San Vincenzo bolognese, fino ai nostri giorni.).

Quegli incontri e quelle conoscenze furono dunque decisivi per la nascita ed i successivi sviluppi della Società a Bologna. Pochi anni dopo, infatti, nel 1856, sorse anche una Conferenza femminile che, modellandosi in tutto su quelle maschili, nel corso di alcuni decenni divenne il centro mondiale delle Conferenze femminili, in parallelo con Parigi.

La possibilità di ricostruire le vicende di queste associazioni dipende dalla documentazione che è stata conservata e riordinata. Per l’Archivio del Consiglio Generale femminile il lavoro è stato terminato oltre dieci anni fa, sempre su iniziativa della Fondazione Ozanam, ed ha avuto una risonanza con la pubblicazione del volume di Cecilia Dau Novelli, Matteo Rossini, Luca Tedesco, PERFEZIONAMENTO SPIRITUALE E CARITA’ CRISTIANA - La Società Femminile di San Vincenzo de’ Paoli (1856 – 1968), Edizioni Studium, Roma 2004.

La parte maschile, ossia le carte della prima Conferenza bolognese di S. Martino e delle numerose Opere fiorite nel primo decennio, così come quelle dei Consigli Particolare, Centrale e Superiore, nell’arco di tempo che supera il secolo, dal 1850 al 1984, attendevano invece di essere riordinate e inventariate.

Si tratta di un’importante documentazione, di mole inferiore a quella femminile, consistente in oltre 74 buste di materiale di varia tipologia: corrispondenza, atti ufficiali dell’associazione quali resoconti, verbali delle assemblee e delle riunioni, registri di protocollo, ecc. La mole dei documenti, ad una prima rassegna, appare senza dubbio interessante e variegata ma i "riordini" effettuati in passato, anche in seguito a traslochi, ha causato la dispersione di parte della documentazione e portato all’attuale assetto, per lo più cronologico per anno. Compito dell’archivista è individuare le varie serie di documenti per predisporre il piano di riordino e inventariazione definitivo.

Grazie ad un generoso contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna la Fondazione Ozanam ha potuto ultimare il progetto, consistente nell’esame e nella schedatura completa di tutta la documentazione da parte di un’archivista professionista, la dott.ssa Alida Caramagno, sotto la direzione del dott. Matteo Rossini.

L’intero progetto è stato approvato dalla Soprintendenza Archivistica dell’Emilia Romagna che ne segue gli sviluppi e l’esito conclusivo, dal momento che l’archivio della S. Vincenzo bolognese è stato dichiarato di notevole interesse storico nel 1994 e come tale è sottoposto a tutte le garanzie di tutela previste dalla Legge.

L'INVENTARIAZIONE DELL'ARCHIVIO DELLA SAN VINCENZO DE PAOLI DI BOLOGNA ULTIMATO IN PDF

Matteo Rossini

Il progetto è realizzato con il contributo della

 

 

 

 

 

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